Nella brevità di questo diario non è facile raccontare il caleidoscopio di emozioni del nostro gruppo di fronte alla maestà di alcune opere: la lunghezza infinita della celeberrima Muraglia, il silenzio della Via Sacra, il Buddha di 71 metri scolpito nella pietra per placare le acque impetuose dei fiumi. Dentro ogni opera umana, anche dei grattacieli che si ammirano dal diciottesimo piano della Shanghai Tower a 545 metri di altezza, vi è lo spirito del drago che incarna buon augurio, saggezza, forza e prosperità.
Forse perché questo drago è formato dalla fusione di più animali, serpente, pesce, aquila, tigre, che rappresentavano alcune delle antiche tribù cinesi. Per secoli, infatti, il drago ha rappresentato l’autorità suprema ed era l’emblema esclusivo dell’Imperatore, ritenuto figlio del Cielo. Accanto all’Imperatore non poteva mancare l’Imperatrice, il cui animale simbolo era la fenice, segno di rinascita.
Da ultimo, ma non per minore importanza, il panda gigante, altro animale cinese per antonomasia, curato, quasi venerato, perché ricorre spesso in ogni angolo della Cina.
Il tutto è stato reso possibile dall’impeccabile planning del viaggio, studiato in ogni dettaglio, la dolcezza e fermezza della nostra guida Cecilia in perfetto stile Yin e Yang e lo spirito di stupore dei partecipanti, veri viaggiatori del mondo.
Xièxiè (grazie).
Giulia