Corea del Sud 2026: tra templi e metropoli

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Un itinerario tra tradizione millenaria e innovazione futuristica.

Ci sono destinazioni che si visitano e altre che si vivono. La Corea del Sud appartiene senza dubbio alla seconda categoria: ancora lontana dai grandi flussi turistici, è un Paese dinamico dove grattacieli avveniristici convivono con palazzi reali, templi immersi nella natura e villaggi che conservano antiche usanze. La cortesia della popolazione, l’attenzione ai dettagli e l’equilibrio tra patrimonio culturale e innovazione rendono l’esperienza di viaggio autentica e coinvolgente.

Seoul: la capitale dove passato e futuro si incontrano

Il nostro viaggio è iniziato a Seoul, una città dove modernità e tradizione convivono armoniosamente e dove nonostante i 10 milioni di abitanti il traffico è piuttosto scorrevole grazie ad una efficiente rete di trasporto pubblico. Passeggiando lungo il canale Cheonggyecheon, simbolo della rinascita urbana, abbiamo raggiunto alcuni dei luoghi più rappresentativi della capitale. Tra questi, piazza Gwanghwamun con la statua del re Sejong il Grande, celebre per aver ideato nel 1446 l’alfabeto coreano per sostituire i complessi caratteri cinesi, difficili da apprendere per gran parte della popolazione. Poi il maestoso Palazzo Gyeongbokgung, dove in mezzo a una moltitudine di coreani che indossavano gli Hanbok, i coloratissimi abiti tradizionali, abbiamo assistito alla cerimonia del cambio della guardia.
La visita è proseguita nel Bukchon Hanok Village, con le sue case storiche, e al Mercato di Gwangjang, ricco di sapori e atmosfere autentiche. Infine, lo straordinario Dongdaemun Design Plaza (DDP), avveniristico centro culturale e capolavoro di architettura futuristica progettato da Zaha Hadid, che ospita gallerie d’arte, negozi di design, spazi per eventi, una piazza sotterranea e testimonia il volto più innovativo della città.

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Jeonju: l’anima più autentica della Corea

Lasciata la capitale, abbiamo voltato completamente pagina proseguendo verso Jeonju, considerata la culla della cultura tradizionale del Paese e pernottando in un hanok, la tipica casa coreana costruita secondo principi architettonici tramandati nei secoli. Passeggiando lungo le vie di questa splendida cittadina abbiamo anche avuto la fortuna di poter assistere ad un caratteristico spettacolo di arte, musica e danza.

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Tra palazzi e patrimoni UNESCO

Nel segno della tradizione abbiamo visitato il Tempio buddista di Haeinsa, sito UNESCO. La nostra visita è coincisa con la ricorrenza della nascita di Buddha: per l’occasione i coreani si recano ai templi e li decorano con migliaia di coloratissime lanterne di carta, offrendo un’autentica esperienza della loro spiritualità.
A Gyeongju è stata particolarmente suggestiva, nonostante l’immensa folla di visitatori locali, la visita al tramonto del Donggung Palace, elegante residenza reale simbolo dello splendore dell’antica capitale del regno di Silla.

Busan: la Corea affacciata sul mare

A Busan, seconda città del Paese e importante centro portuale, il meteo non è stato sempre dalla nostra parte ma non ci siamo persi d’animo proseguendo secondo programma. Tra le tappe più suggestive spicca il Tempio Haedong Yonggungsa, affacciato direttamente sul mare e celebre per i suoi panorami sull’oceano. Busan offre però molto altro: spiagge, grattacieli, il trenino panoramico costiero, lo Skywalk, la BIFF Square (Busan International Film Festival), l’Arte Museum che ci ha permesso di sperimentare innovative installazioni immersive che fondono arte, tecnologia e natura, e il pittoresco Gamcheon Cultural Village con le sue case colorate che si arrampicano sulle colline. Significativa anche la visita all’UN Cemetery, unico cimitero delle Nazioni Unite al mondo dedicato ai caduti delle forze ONU che hanno combattuto durante la Guerra di Corea (1950-1953).

 

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Rientro a Seoul

Siamo poi rientrati verso Seoul con il treno per concludere il nostro tour con il moderno quartiere di Gangnam, e il COEX Mall, il più grande shopping center del continente asiatico, al cui interno è ubicata la spettacolare Starfield Library e il Seoul Sky Observatory, situato sulla cima della Lotte World Tower, il quinto edificio più alto del mondo con 123 piani e un’altezza di 555 metri.
La guida e l’autista che ci hanno accompagnato per l’intero tour si sono distinti per la loro professionalità e simpatia, contribuendo in modo significativo a rendere l’esperienza ancora più ricca e coinvolgente.

In chiusura…

La Corea del Sud è un Paese che ha saputo modernizzarsi rapidamente senza rinunciare alla propria identità. Al di là delle tendenze attuali – l’interesse per la skincare, il successo globale del K-Pop, dei K-Drama e del cinema coreano – sta diventando una delle destinazioni asiatiche più apprezzate dai viaggiatori europei perché offre città sicurissime e moderne, trasporti efficienti, una gastronomia ricca di sapori (con un training accelerato di utilizzo delle bacchette perché le forchette sono una rarità!) e un patrimonio storico sorprendente. Le antiche tradizioni convivono con una società tra le più tecnologicamente avanzate, creando un equilibrio affascinante che si percepisce nella vita quotidiana, nell’arte, nell’architettura e persino nella cucina.
Ancora pochi coreani parlano l’inglese, ma nelle bellissime botteghe storiche che conservano le caratteristiche intatte e vendono prodotti tipici come pennelli per la scrittura e timbri, si trova comunque un modo per comunicare. Sempre e ovunque con cordialità e assoluta gentilezza.

Chiara Vaccari