Per chi ama viaggiare e soprattutto ammirare le vestigia del passato, la valle del Nilo, con la sua plurimillenaria civiltà, è una meta imperdibile. Non poteva quindi mancare tra le proposte dell’agenzia ACLI-viaggi, che l’ha organizzata in modo impeccabile ed efficiente, con servizio “tutto compreso”: partenza e rientro in pullman da casa all’aeroporto di Milano e viceversa, hotel e
crociera, visite guidate, pasti, entrate ai musei, mance.
Al viaggio hanno partecipato 28 persone, tutte oltre la soglia degli “anta” e in larga maggioranza donne. Non c’è da stupirsi: le donne sono notoriamente più curiose, più interessate e dinamiche degli uomini e, dopo una certa età, diventano più determinate e intraprendenti, forse non più forti dell’altro sesso, ma sicuramente più tenaci e resistenti.
Egitto, il Cairo e crociera sul Nilo

Per chi ama viaggiare e soprattutto ammirare le vestigia del passato, la valle del Nilo, con la sua plurimillenaria civiltà, è una meta imperdibile. Non poteva quindi mancare tra le proposte dell’agenzia ACLI-viaggi, che l’ha organizzata in modo impeccabile ed efficiente, con servizio “tutto compreso”: partenza e rientro in pullman da casa all’aeroporto di Milano e viceversa, hotel e crociera, visite guidate, pasti, entrate ai musei, mance.
Al viaggio hanno partecipato 28 persone, tutte oltre la soglia degli “anta” e in larga maggioranza donne. Non c’è da stupirsi: le donne sono notoriamente più curiose, più interessate e dinamiche degli uomini e, dopo una certa età, diventano più determinate e intraprendenti, forse non più forti dell’altro sesso, ma sicuramente più tenaci e resistenti.
Un gruppo relativamente piccolo è già di per sé un fattore positivo, anche se il numero limitato dei componenti non è di per sé garanzia di migliore gestione: si sa che basta una singola persona indisponente e maleducata a guastare l’armonia generale. Anzi, in un gruppo piccolo una “mela marcia” farebbe danni peggiori. Nel nostro caso, comunque, il numero relativamente basso è stato un valore aggiunto alle caratteristiche delle singole persone che hanno contribuito al successo della gita: affidabilità, puntualità, gentilezza e rispetto hanno infatti creato un’atmosfera tranquilla e cordiale. Il merito è anche della nostra accompagnatrice, la gentile, pacata e sempre disponibile Bruna Bagozzi, di tutti i collaboratori e guide egiziani e anche di Andrea, “el picenin del gruppo” (l’unico ancora sotto gli “anta”), pronto a dare una mano con spontaneità e discrezione nei momenti critici, dalla “conta” dei partecipanti all’uso dei cellulari, operazione non semplice per tutti al di fuori dei confini nazionali.
A causa delle frequenti sveglie antelucane e dei vari spostamenti da un luogo all’altro, il viaggio alla riscoperta dei siti faraonici non è certo stato leggero e riposante. Ma l’imponenza, la varietà e l’eccezionalità di tante opere artistiche hanno sempre ricompensato largamente la fatica richiesta.
Alzarsi presto significava arrivare un po’ prima dell’immancabile marea dei turisti ed evitare il sole cocente della giornata. Abbiamo accettato tutti di buon grado qualche disagio sfruttando al massimo ogni occasione di visita, chiedendoci intimamente se la fatica fosse solo l’effetto della nostra veneranda età. E comunque non è mancata l’opportunità di godere qualche ora di piacevole relax durante la navigazione, sulla tolda della nave o seduti comodamente davanti al finestrone della cabina a contemplare la rigogliosa vegetazione lungo le sponde del Nilo.
La guida turistica è senz’altro un elemento fondamentale per la riuscita del viaggio e anche qui siamo stati fortunati. La nostra guida Mahmoud Amer si è infatti sempre dimostrata al top: gentile, garbato, molto colto e informatissimo su qualunque campo ed argomento della storia e della cultura egiziana. E anche molto loquace. Per ore e ore ci ha intrattenuto spiegandoci la storia delle varie dinastie faraoniche, dei templi, dei palazzi, delle tombe e delle piramidi, indicandoci di volta in volta bassorilievi, altorilievi e incisioni e interpretando per noi le complicate scritte geroglifiche e le figure simboliche raffigurate. Le sue interessanti spiegazioni ci hanno accompagnato in tutto il viaggio, a cominciare dal grande museo egizio del Cairo e dai siti di Giza, Saqqara e Menfi, passando per Luxor, Karnak, la Valle dei Re, i colossi di Memnon e poi nella magnifica Valle dei Re con le tombe dalle pareti coperte di immagini a colori e infine davanti ai mastodontici templi di Ramses II e dell’amata moglie Nefertari, a una quarantina di chilometri dal confine con il Sudan. Questo monumento ha un doppio motivo per essere ammirato. Infatti, per costruire una nuova diga e un enorme bacino artificiale per ovviare alla siccità dell’Egitto, negli anni ’60 tutto il monumento fu tagliato in blocchi, che furono numerati, trasferiti e rimontati più in alto, perché altrimenti sarebbe stato sommerso dalle acque del Nilo. Assieme all’incredibile capolavoro antico abbiamo ammirato quindi l’eccezionale capacità scientifica e tecnologica moderna, che testimoniano entrambi quali sorprendenti risultati può raggiungere l’ingegno umano in qualsiasi epoca. Per inciso, la formazione del bacino ha interessato altri 24 monumenti, tra i quali il bellissimo tempio di Philae, che hanno subito lo stesso trattamento.
Durante le visite e sul pullman, tra un sonnellino e l’altro, abbiamo ascoltato l’instancabile Mahmoud che illustrava e collegava le storie degli innumerevoli faraoni, nobili e divinità succedutisi durante i tre millenni e più della civiltà egizia, riportando anche complicati intrecci storici e mitici fra personaggi e dei. Anche se in seguito non ricorderemo gran parte delle informazioni (nel caso fossimo riusciti a capirle e memorizzarle!) ci rimarrà senz’altro per sempre l’emozione provata di fronte a tante stupefacenti bellezze. Le emozioni, si sa, creano ricordi più forti e duraturi.
Ricorderemo anche le varie divinità zoomorfe, accanto a quelle solari (Ra e Amon), di cui i sovrani si dicevano figli: il coccodrillo, l’ippopotamo, il babbuino, il falco, lo sciacallo, lo scarabeo.
Per vedere e ammirare quanto più materiale possibile, le visite si sono susseguite con un ritmo forse un po’ troppo sostenuto, ma poi a casa, con calma, avremo il tempo di rivivere i ricordi e le emozioni provate, riguardando le innumerevoli foto fatte, coinvolgendo anche amici e parenti (con moderazione, mi raccomando!) e, magari, approfondendo in internet le relative informazioni. L’antica civiltà egizia è dunque una meta che vale assolutamente la pena visitare almeno una volta
nella vita.
Ma il nostro viaggio è stato molto di più di questo. Gli aspetti osservati sono innumerevoli: natura e coltivazioni; alternanza di agglomerati urbani più o meno caotici e larghissime zone desertiche; sovraffollamento e costruzioni abusive; povertà e lusso; mercati e vendita selvaggia sulle strade e sui barchini; traffico caotico con assenza di segnali stradali, semafori e strisce pedonali; artigianato; lavoro minorile; concentrazioni di flussi turistici che portano benessere ma anche inquinamento e sprechi; cibi tipici e spezie; continui scavi e ritrovamenti; imponenti lavori di potenziamento stradale ed altro ancora. Tutti aspetti che fanno parte della cultura del paese e che si possono scoprire solo andandoci di persona.
Breve resoconto del viaggio:
Egitto, Cairo e crociera sul Nilo (10-17 marzo 2023)
di Luisa Martinelli Stelzer





